Representation of consciousness from the 17th century by Robert Fludd, an English Paracelsian physician, [wikipedia](https://en.wikipedia.org/wiki/Consciousness).
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Potrei dire che il mio colore preferito sia il verde e nel dirlo potrei mentire quindi con questa affermazione ho esercitato ben due scelte grazie al libero arbitrio. Nel mentre che interiormente penso che il rosso sia il mio colore preferito.
Quindi mentire sapendo di mentire appare ragionevolmente una libera scelta, se non altro perché contravviene al principio di un pensiero puramente meccanicistico in cui gli input e lo stato determinano il risultato.
Invece sulla preferenza del rosso possiamo dire che essa sia il risultato di un certo stato del nostro cervello oppure una libera scelta? Intanto notiamo che il colore rosso non esiste oggettivamente se non nella forma di una frequenza che i nostri occhi percepiscono e la nostra mente interpreta sicché il colore rosso è una convenzione sociale.
Coloro che hanno anomalie cromatiche della vista, lo possono confermare. Se un maschio si confronta con una femmina sul colore rosso potrebbe scoprire che non è un colore ma un range che va dal rosa-scuro al bordeaux.
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